Emergono particolari sempre più inquietanti nell’inchiesta sullo scandalo che ha quasi portato al tracollo il Monte dei Paschi di Siena. Le perquisizioni avviate il 24 febbraio dalla Guardia di finanza sono state accompagnate da un provvedimento di divieto di espatrio per undici persone, tra funzionari della banca e broker della società finanziaria Enigma.

E’ la cosiddetta “banda del 5 per cento. Sono indagati per associazione a delinquere Gianluca Baldassarri (ex dirigente dell’area finanza del Monte), i funzionari Alessandro Toccafondi, Pompeo Pontone, Antonio Pantalena, Italia Sinopoli e Giorgio Filippetto; poi i broker Maurizio Fabris, Fabrizio Cerasani, David Ionni e Agnese Marchesini. La Procura di Siena aveva presentato per queste persone la richiesta d’arresto, ma il Gip l’ha respinta.

Secondo quanto ricostruito dalla Procura, gli accusati avrebbero compiuto operazioni finanziarie per proprio conto usando fondi della banca, avvalendosi come tramite di Enigma. I proventi poi venivano trasferiti su conti aperti in paradisi fiscali. Si tratta di circa 90 milioni di euro, 47 dei quali già rintracciati. Tutto questo mentre il Monte (foto by InfoPhoto) attraversava una grave crisi finanziaria dovuta alle speculazioni sui derivati, altro filone dell’inchiesta.