“Ho fatto una cavolata”. Ha scritto queste poche parole su un foglietto prima di aprire la finestra del suo ufficio e buttarsi di sotto. David Rossi, 51 anni, capo della comunicazione di Monte dei Paschi di Siena, l’istituto di credito finito nel mirino delle procure per i suoi scandali finanziari, ha deciso di terminare così la propria vita. Lanciandosi da una finestra dell’edificio, a Rocca Salimbeni (foto by Infophoto), alle 20.40 di ieri. Per una “cavolata” come ha scritto nel biglietto per la moglie lasciato nel cestino.

L’ufficio di Rossi era stato perquisito una decina di giorni fa, in contemporanea con le perquisizioni dell’ex presidente Giuseppe Mussari, al quale lo stesso Rossi era considerato molto vicino, e l’ex dg Antonio Vigni. Il manager 51enne era stato sentito come persona informata sui fatti ma non era indagato nell’inchiesta sull’acquisizione di Antonveneta e sui contratti derivati. Gli inizi della collaborazione con Mussari risalgono al 2001, quando l’ex presidente di Mps e Abi era a capo della Fondazione e Rossi era il responsabile della comunicazione dell’ente.

Vicepresidente del Centro internazionale di arte e cultura di Palazzo Te e di membro del consiglio di amministrazione di Vernice per i progetti culturali, Rossi sembrava tranquillo, almeno a sentire chi lo conosceva. Negli ultimi giorni aveva portato avanti il suo lavoro come sempre, rispondendo alle domande dei giornalisti che gli chiedevano informazioni sugli sviluppi dell’inchiesta sulla sua banca. Niente avrebbe lasciato pensare a un gesto del genere. Ora spetterà agli inquirenti scoprire qual è la “cavolata” che lo ha spinto a farla finita. Un suicidio eccellente, che ricorda quelli dei tempi di Tangentopoli, e che fa pensare che la portata dello scandalo possa essere ancora più imponente di quanto scoperto finora.