Al Monte dei Paschi di Siena, a capo della finanza, c’era la “banda del cinque per cento”. La testimonianza è di Antonio Rizzo, che in Procura parla di tutto e tira in ballo anche l’ex responsabile delle operazioni finanziarie della banca, Baldassarri, e quello della filiale di Londra, Pontone.

Dunque, a Siena la situazione in Procura è esplosiva, ma anche a Milano, dove sono arrivati i dossier, le cose non vanno molto meglio. La “banda del cinque per cento” era composta dunque dall’ex capo della finanza di Mps, Gianluca Baldassarri e dal responsabile della filiale di Londra della banca senese, Matteo Pontone; il nome è dato dalla percentuale percepita su ogni operazione. Niente male, a conti fatti… Antonio Rizzo, già funzionario della banca tedesca Dresdner, era stato sentito una prima volta il 13 ottobre 2008 dai pm di Milano, nell’ambito di un’inchiesta sulla finanziaria svizzera Lutifin. La società di brokeraggio aveva fatto da intermediario guadagnando 600mila euro su un’operazione del 2007 con Dresdner Bank, su un prodotto finanziario venduto da Mps e poi ricomprato.

Nel nuovo interrogatorio Rizzo parla di un incontro, che data novembre 2007, tra lui e due funzionari della banca tedesca durante il quale la persona che si occupava della vendita dei prodotti finanziari strutturati “caldeggiava l’operazione di riacquisto di un pacchetto titoli strutturato da Mps Londra”: “Nell’occasione – si legge nel verbale – si venne a sapere che Dresdner per l’operazione avrebbe pagato una somma a titolo di intermediazione, a tale Lutifin di Lugano”.

Il procuratore di Siena, Tito Salerno, non si sbilancia: “La materia è talmente incandescente che non posso rilasciare dichiarazioni – le sue parole – non è per cortesia ma non posso parlare di questa inchiesta. Si tratta di un’indagine complessa, incandescente e ancora lunga che riguarda una società quotata in Borsa. Attualmente lo stato delle indagini non ci permette di dire nulla”. Ci vorrà tanto per avere la verità…