La vicenda legata a David Petraeus e alle sue recenti dimissioni da direttore della Cia resta oscura nel suo punto realmente importante: i vertici dell’intelligence americana e l’amministrazione Obama hanno dato una versione onesta sull’attentato dell’11 settembre 2012 al consolato Usa a Bengasi (Libia), che provocò la morte dell’ambasciatore Chris Stevens e di altri tre funzionari?

Venerdì 16 novembre Petraeus ha nuovamente riferito su quei fatti al Congresso, in due testimonianze a porte chiuse, prima alla Camera e poi al Senato. Il deputato repubblicano Peter King, amico del generale e presente alla prima udienza, ha dichiarato che questa testimonianza differisce da ciò che Petraeus riferì alla Camera tre giorni dopo l’attacco. In quell’occasione il direttore della Cia parlò di violenza nata spontaneamente in seguito alla rivolta che quel giorno esplose in seguito alla diffusione on-line del film che metteva in ridicolo Maometto.

Invece il 16 novembre Petraeus ha detto, secondo il deputato King, che l’assalto all’ambasciata fu un attacco terroristico; che la Cia ne era al corrente; che nelle dichiarazioni ufficiali rese al pubblico da parte dell’ambasciatrice americana all’Onu Susan Rice i riferimenti al terrorismo furono tolti, ma non è sicuro da parte di quale agenzia governativa.

Il deputato democratico Adam Schiff, anch’egli presente, ha dichiarato che Petraeus ha detto espressamente che quei “tagli” non erano motivati da esigenze politiche, ma di intelligence: non si volevano mettere in allerta i gruppi terroristici su cui si stava indagando. E il generale ha anche riferito in questa ultima audizione che non ci sono state interferenze da parte della Casa Bianca, sempre secondo le parole di Schiff. L’ex direttore della Cia ha anche aggiunto che si è dimesso esclusivamente a causa della sua relazione extraconiugale, e che i suoi rapporti con la biografa Paula Broadwell non hanno compromesso la sicurezza nazionale.

Un’ispezione interna avviata il 15 novembre dalla Cia sulla condotta del suo ex direttore ha accertato che la Broadwell era in possesso di informazioni riservate; tuttavia sia lei che Petraeus hanno negato che provenissero da lui.

E’ giunta notizia che James Clapper, direttore della National Intelligence (che non è la Cia ma l’agenzia di coordinamento di tutte le organizzazioni americane d’intellingence), vorrebbe diffondere estratti di un filmato sull’attacco a Bengasi ripreso da un drone, che la commissione parlamentare d’inchiesta ha già visionato.

photo credit: isafmedia via photopin cc