Mario Monti li aveva limitati, in un certo senso. Ma i parlamentari, molti dei quali arrivavano dalle regioni, avevano disinnescato la miccia, consentendo alle suddette regioni di ripristinarli. Sono i vitalizi, forse l’emblema più significativo dei privilegi da bassa politica.

La Regione Lazio è una delle peggiori, sotto questo punto di vista. Lo scandalo scoppiato nel settembre 2012 sulle spese dei gruppi consiliari, che ha portato anche all’arresto e alla successiva condanna di Franco Fiorito (foto by InfoPhoto), il Batman di Anagni, non è servito a fermare l’avidità di questa gente.

Questa volta è tutto regolare, tutto legale. Facile, quando le regole le fanno loro. Sergio Rizzo sul Corriere della sera ha evidenziato che i consiglieri laziali del Movimento 5 stelle hanno ottenuto dopo due mesi di richieste l’elenco dei vitalizi pagati dalla Regione. Ebbene, nel 2013 sono stati sborsati 19,6 milioni di euro, aumentando ancora la spesa rispetto a tre anni prima. Soldi dei cittadini del Lazio. Rizzo sottolinea che si tratta di un terzo del bilancio regionale. Cinquant’anni di età, un solo mandato, ed eccoli sistemati a vita. Senza considerare eventuali pensioni e altro. Mentre un operaio privato deve versare 42 anni di contributi per incassare una pensione non esattamente d’oro.

L’attuale presidente della Regione, Nicola Zingaretti, successore di Renata Polverini, aveva detto a maggio che avrebbe fissato un referendum per l’abrogazione totale dei vitalizi. Si sbrighi.