Un volume di 1.279 pagine per documentare la bella vita dei “deputati” della Regione Sicilia a spese della popolazione.  E’ l’entità del rapporto che la Guardia di finanza ha consegnato alla Procura di Palermo per l’indagine sulle spese dei gruppi politici all’Assemblea regionale siciliana, cioè il Consiglio regionale. Attualmente risultano indagate 97 persone, tra le quali 83 politici, nell’inchiesta partita un anno fa. Come accade anche nelle altre regioni, l’ente assegna ai gruppi eletti in Consiglio una somma per coprire le spese di funzionamento. Ma le norme in materia spesso non sono precise. E allora i beneficiari, anche qui come nelle altre regioni, ne approfittano chiedendo rimborsi per qualsiasi cosa, nonostante incassino uno stipendio non certo da operaio.

Senza alcuna remora morale. Tra gli scontrini presentati dai consiglieri dell’ente la cui Giunta è attualmente guidata da Rosario Crocetta (foto by InfoPhoto), per i rimborsi ci sono mazzi di fiori, bistecche e salumi, bollette energetiche, perfino il canone Rai e la tassa rifiuti. Ma non basta: laute mance ai camerieri, libri in grandi quantità, cassate siciliane a chili; e spesso anticipi ottenuti per pagare spese del tutto personali, nemmeno sempre restituiti, come sottolinea il rapporto della Guardia di finanza.