Lo scandalo delle spese nelle regioni che si è esteso praticamente all’intera Italia negli ultimi tempi vede protagonista l’Emilia Romagna, in particolare il Partito democratico. Con un tweet Stefano Bonaccini, ultimo tra i nomi finiti nel registro degli indagati della Procura bolognese, conferma indirettamente di non volersi ritirare dalla campagna per le primarie in vista delle prossime elezioni regionali: “Già in altra occasione fu riconosciuta la mia correttezza. Ho fiducia nei giudici e nella mia onestà. Grazie per tanta vicinanza“.

Diversa invece la decisione di Matteo Richetti, anch’egli indagato; quest’ultimo ha invece deciso di ritirarsi dalle primarie. Tuttavia il suo legale, Gino Bottiglioni, ha precisato che la decisione non è legata alla vicenda giudiziaria. Sono quindi otto i consiglieri regionali del Partito democratico indagati per peculato in Emilia. Così come nelle altre regioni, i magistrati intendono accertare se i membri dei consigli abbiano gonfiato i rimborsi loro spettanti, inserendo spese non legate all’attività politica.

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