Se riuscisse a realizzare anche solo questo progetto, andrebbe ricordato come un grande statista. Ma prima deve effettivamente farlo: stroncare le spese pazze delle regioni, chiudere questo scandalo una volta per tutte.

Nella bozza di disegno di legge costituzionale presentata il 12 marzo, la stessa che abolisce la funzione legislativa del Senato ed elimina le province, il Governo di Matteo Renzi (foto by InfoPhoto) prova anche a mettere la museruola alle regioni.

Da quando nel 2001 centrosinistra e Lega Nord modificarono la Costituzione (il Titolo V) trasferendo una serie allucinante di competenze agli enti locali, le spese delle regioni sono esplose; di conseguenza è aumentata inmodo vertiginoso anche la pressione fiscale da parte di regioni, province e comuni.

Come sottolinea Sergio Rizzo in un articolo sul Corriere della sera, gli sprechi non si contano più. Regioni che aprono sedi all’estero, vere e proprie ambasciate; delegazioni numerose che fanno viaggi all’estero neanche fossero dei ministri; assunzioni scriteriate di dipendenti e dirigenti con stipendi da panico. Solo alcuni esempi: la Regione Campania che getta 1,4 milioni di dollari all’anno per l’affitto di un appartamento a New York; il Consiglio regionale del Lazio in visita in Indonesia; Piemonte e Lombardia che spendono denaro pubblico per promuovere il “Made in Piemonte” e il “Made in Lombardy”; una missione della Regione Friuli in Azerbaigian. E molto altro ancora.

Renzi tenterà (auguri) di riportare sotto l’esclusiva competenza dello Stato l’energia, le grandi reti di trasporto, le norme generali sulla gestione del territorio e dell’urbanistica e anche la programmazione strategica del turismo.

Un dato evidenziato dal Corriere: 939 milioni all’anno spesi dalle regioni tra il 2009 e il 2011 per la promozione turistica, mentre crollavano presenze estere, fatturato turistico e relativa competitività.

Altro pietra dello scandalo: gli stipendi e i rimborsi spese dei politici. Il rinnovato articolo 122 della Costituzione, se approvato, assegnerebbe allo Stato la definizione degli stipendi degli organi regionali (giunte e consigli), che in ogni caso non dovrebbero superare quelli dei sindaci capoluogo di Regione. Inoltre verrebbero aboliti tutti i contributi e rimborsi ai gruppi politici presenti nei consigli regionali. Niente più casi Batman Fiorito, dunque. Sembra quasi un sogno.