È tornato in libertà ieri mattina Matteo Boe, l’uomo che – il 15 gennaio 1992 – sequestrò a Porto Cervo il piccolo Farouk, che all’epoca dei fatti aveva solo sette anni. Boe, che è stato rilasciato dopo venticinque anni di carcere anche grazie alla buona condotta (che gli ha attribuito una riduzione della pena, ndr), non si è mai pentito di aver tagliato il lobo dell’orecchio ad un’anima innocente, al piccolo Farouk, figlio del gestore di un grande albergo sito proprio in Sardegna, a Porto Cervo.

Inviò il lobo dell’orecchio in una busta

L’uomo, nel 1992, chiese un riscatto alla famiglia del piccolo e inviò il lobo dell’orecchio del bimbo all’interno di una busta. I suoi genitori furono costretti a pagare quanto richiesto e il piccolo venne liberato dopo 177 giorni di prigionia, di un orrore senza fine. Boe, poi, venne arrestato in Corsica ed estradato nel 1995. Nel 2003, tra l’altro, venne uccisa la figlia di Boe Luisa, di 14 anni, con una fucilata alla testa.

Gli staccò l’orecchio e lo tenne prigioniero per 177 giorni

Oggi Matteo Boe, condannato per aver tagliato l’orecchio ad un bimbo di 7 anni, ha 59 anni ed è uscito dal carcere di Opera, salendo su un’auto guidata da una donna. L’uomo, come riferiscono i presenti, aveva la barba lunga ed una maglia bianca.