A partire da oggi, 15 settembre, per i parlamentari che hanno maturato il diritto scatta il Vitalizio Day. Proprio oggi, infatti, verrà superato lo scoglio dei quattro anni e sei mesi necessario per poter ottenere il diritto alla pensione a partire dai 65 anni d’età. In realtà, pur essendo stato definito Vitalizio Day, i parlamentari che ne hanno diritto avranno una pensione e non un vitalizio quindi, proprio come era stato modificato qualche tempo fa (con l’introduzione di un sistema contributivo).

Si stima che grazie al nuovo sistema contributivo previsto dalla precedente riforma, i parlamentari e le Camere versano contributi che permettono poi ai politici che maturano il diritto di ottenere una pensione di circa mille euro al mese, a partire dal compimento del sessantacinquesimo anno di età. Nel caso in cui il mandato sia oltre il quinto anno poi, il diritto di avere la pensione scende al compimento dei sessant’anni di età. Tale diritto, sempre secondo le novità introdotte, viene sospeso qualora il parlamentare venga rieletto (e anche in caso di elezione presso il Parlamento europeo o il Consiglio regionale e in molti altri casi).

I parlamentari del Movimento Cinque Stelle che hanno maturato tale diritto (si stima siano il 100 per cento di essi contro il 66 percento degli appartenenti al Partito Democratico) hanno fatto sapere di aver scritto ai rispetti presidenti delle Camere per rendere noto di voler rinunciare a tale diritto che è scattato con il Vitalizio Day.