Tra gli insegnanti che hanno beneficiato della Buona Scuola c’è anche Giovanni Scattone. L’ex assistente di filosofia del diritto alla Sapienza di Roma è stato condannato per l’omicidio di Marta Russo, studentessa di 19 anni uccisa nel 1997.

All’epoca della condanna definitiva, arrivata nel 2003, Giuseppe Scattone fu condannato per omicidio colposo a 5 anni e tre mesi di reclusione, senza però venire interdetto dall’insegnamento dalla Corte Suprema. Adesso che l’uomo, oggi 47enne, ha scontato la sua pena ed è diventato professore di ruolo per effetto della riforma della Buona Scuola, può così tornare all’insegnamento.

A partire da questo settembre Scattone insegnerà quindi psicologia all’Istituto professionale Luigi Einaudi di Roma. Una notizia che naturalmente ha scatenato subito varie polemiche. Tra chi si oppone a questa decisione c’è la madre della ragazza uccisa.

La signora Aureliana, la madre di Marta Russo, si è dichiarata parecchio arrabbiata: “Provo rabbia. Tanta. In questi anni già altre volte questa “brava persona” ha avuto cattedre, come supplente, in istituti romani. Anche al Cavour, la scuola dove andava Marta: ma almeno in quell’occasione ha avuto il buon senso di lasciare l’incarico”.

La donna è fermamente contraria alla scelta di far tornare all’insegnamento Scattone, che si è sempre dichiarato innocente: “Una persona colpevole di un omicidio non può fare l’educatore. Io non dico che non debba avere un lavoro, ma almeno non quello di trasmettere nozioni e valori a ragazzi. Questo uomo in diciotto anni non mi ha mai chiamato, nemmeno una volta, per chiedere scusa, perdono a me e alla mia famiglia. Le sembra sia una persona riabilitata o che abbia capito il suo sbaglio? A me no. Perché oggi Marta avrebbe 40 anni. E l’ultima volta che l’ho potuta abbracciare ne aveva 22”.

Quanto al fatto che, almeno secondo l’avvocato Petrelli, il legale di Scattone, gli studenti che l’hanno avuto come professore sono sembrati entusiasti di lui, la madre di Marta Russo replica: “I ragazzi non conoscono il suo passato, essendo giovani non sanno. Ed è per loro che sono preoccupata. Per fortuna hanno genitori alle spalle che invece non dimenticano”.