Le polemiche sugli scavi di Pompei sembrano davvero non finire mai. Sotto accusa non solo lo stato di manutenzione e di preservazione del luogo ma ora anche i giorni di apertura e di chiusura del noto centro archeologico campano.

I sindacati hanno infatti deciso di tenere chiuso il sito durante le giornate di Natale e capodanno, in aperto contrasto con gli operatori turistici, che hanno venduto centinaia di pacchetti che includevano anche una visita agli scavi di Pompei. Per il Ministro dei beni culturali, Dario Franceschini, le polemiche sarebbero però pretestuose: la chiusura sarebbe stata decisa assieme ai sindacati e dettata dalla bassa affluenza di turisti che si sarebbe verificata proprio per Natale e capodanno. Portando come esempio i dati del Natale dell’anno scorso, il Ministero avrebbe fatto sapere che in una domenica normale gli ingressi agli scavi si aggirano intorno alle ventimila presenze mentre il 25 dicembre 2013 ne sarebbero state registrate circa ottocento.

La chiusura non sarebbe stata dettata solo da questo motivo però. La Soprintendenza avrebbe ordinato la chiusura degli scavi di Pompei per Natale e capodanno in quanto non vi sarebbero stati i fondi necessari per pagare gli straordinari festivi ai dipendenti. Ragion per cui i sindacati avrebbero accettato la chiusura e si sarebbero infuriati.

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