Angelino Alfano oggi sarà ad Amsterdam insieme agli altri ministri degli Interni dell’Unione Europea. Al centro del summit che si terrà nella capitale dei Paesi Bassi il tema caldo sarà quello dell’immigrazione e in particolare si discuterà sugli accordi di Schengen e sulla loro eventuale sospensione, almeno in alcuni paesi.

A essere contrari allo stop del trattato di Schengen sono Italia e Germania, per una volta allineati sullo stesso pensiero. Il singolare asse che si è formato tra Roma e Berlino cerca di opporsi alla proposta di fermare la libera circolazione nei passi dell’Ue avanzata soprattutto da Danimarca, Austria e Svezia, insieme a Polonia e Ungheria. Per far fronte all’emergenza migranti, sono i paesi più favorevoli alla sospensione di Schengen per un periodo di almeno due anni.

L’Italia dice no a questo provvedimento per fermare gli accordi di Schengen. All’arrivo al summit dei ministri degli Interni dell’area Ue, Angelino Alfano ha dichiarato in maniera ferma: “Siamo dell’idea che l’Europa debba restare ad assetto stabile e che non ci possano essere pezzetti di Europa dentro e pezzetti di Europa fuori. Sarebbe l’inizio dello sgretolamento”.

Il ministro dell’Interno italiano si conferma quindi al fianco del premier Matteo Renzi, che negli scorsi giorni si era anche lui espresso con toni netti contro uno stop di Schengen. Intanto Dimitris Avramopoulos, commissario europeo alle Migrazioni, ha voluto smentire le indiscrezioni che ipotizzavano la possibile uscita della Grecia dall’area Schengen, dichiarando che “non esiste alcun piano di questo tipo”.

Dello stesso avviso dell’Italia Frank-Walter Steinmeier, il ministro degli Esteri della Germania, che ha affermato: “Le soluzioni come l’esclusione di alcuni Stati non risolvono nulla”. Così come sulla stessa idea si allinea anche Gianni Pittella, presidente dei socialisti nel Parlamento europeo, che ha detto che “qualsiasi ipotesi di mini Schengen o di isolamento della Grecia è assolutamente inaccettabile. Invece di velleitarie scorciatoie solitarie, gli Stati membri mettano in pratica le decisioni del Consiglio. È l’unico modo per salvare l’Europa da se stessa”.