Procedono le udienze per il processo riguardante il naufragio della Costa Concordia avvenuto lo scorso 13 gennaio a largo, ma non troppo, delle coste dell’Isola del Giglio.

Nei giorni scorsi si è discusso sulle responsabilità di Schettino, soprattutto in relazione alle sue dichiarazioni che lo volevano descrivere come un ero che, grazie alla sua manovra di recupero, era riuscito ad evitare il peggio.

In realtà, secondo i periti, sembrerebbe che questa manovra non sia stata altro che una naturale conseguenza delle condizioni atmosferiche e del mare che hanno portato, contro alla volontà dell’ex comandante, l’imbarcazione verso lo scoglio sul quale si è poi adagiata.

Secondo quanto riportato in udienza, Schettino non solo ha ritardato a lanciare l’allarme che, come si è visto, se fosse stato dato in tempo forse avrebbe permesso il salvataggio di tutti i passeggeri, ma avrebbe mentito spudoratamente alla Capitaneria di Porti di Civitavecchia dichiarando che la situazione fosse sotto controllo quando in verità era consapevole dell’enorme falla e dell’impossibilità di gestire la nave.

Si aggrava dunque la posizione di Schettino e le udienze vanno avanti.