Nessuna lectio magistralis, nessun ammaestramento di giovani menti circa la “gestione del panico”, nessun coinvolgimento diretto dell’Università La Sapienza: ma il fatto che il comandante Francesco Schettino, imputato a Grosseto per il disastro della Costa Concordia, sia intervenuto in un master di criminologia forense organizzato da un professore dell’ateneo romano ha lasciato comunque una montagna di detriti dietro di sé. Ne è la prova lo smarcamento immediato della Sapienza stessa, che, tramite il rettore Luigi Frati, non solo ha provato a prendere le distanze dall’accaduto, ma ha subito provveduto a deferire il professor Mastronardi, colpevole di aver invitato Schettino, presso il Comitato Etico.

Ciò basterà, forse, a mitigare l’ira del ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, che aveva commentato duramente la notizia dell’intervento dell’ex comandante della Costa Concordia, affondando i colpi soprattutto nei confronti dell’ateneo stesso (“è disonorevole per le nostre accademie che si provi a rendere più attrattivi master e seminari sfruttando l’onda mediatica di una tragedia“). Ma di certo è troppo tardi per tappare la bocca ai sarcastici utenti di Twitter, che hanno immediatamente trasformato la vicenda in un irresistibile tormentone, sotto l’egida dell’hashtag #LaSapienzaConvoca.

Il giochino è semplice: sulla base dell’assurda (e inesatta) notizia iniziale, ovvero “Schettino tiene una lezione sulla gestione del panico”, si creano notizie analogamente insensate, a mo’ di pernacchia nei confronti della Sapienza. Da Hannibal Lecter che sproloquia di filosofia vegana, a Berlusconi che svela il segreto di come non andare in prigione passando dal via, da Di Caprio che illustra come si fa a vincere un Oscar, per finire a Genny ‘a Carogna che insegna tutto sulla gestione degli eventi sportivi: ce n’è per tutti i gusti. Sarcasmo batte Sapienza 5-0.