Si chiamava Shahram Amiri, lo scienziato nucleare che è stato impiccato in Iran con l’accusa di aver rivelato segreti di stato ai nemici, ovvero agli americani. A riferirlo è la madre della vittima, in un’intervista alla Bbc: la donna ha spiegato di aver riavuto il corpo del figlio con segni di corda attorno al collo. Insomma, è stato barbaramente impiccato. A confermare la notizia anche le autorità locali che hanno precisato come lo scienziato nucleare sia stato “impiccato per aver rivelato segreti di stato al nemico”, quindi agli Stati Uniti.

Amiri è stato impiccato

Amiri, classe 1977, era già scomparso nel giugno 2009 durante un pellegrinaggio alla Mecca per poi ricomparire – misteriosamente – 13 mesi dopo. Rientrando nella sua Teheran, aveva detto di essere stato rapito dalla Cia che lo avrebbe sottoposto a “intense pressioni psicologiche per fargli rivelare informazioni sensibili”. E che, nonostante tutto, sarebbe riuscito a fuggire e a far ritorno nella sua patria, a Teheran.

Amiri era stato processato per tradimento

Gli Stati Uniti hanno sempre negato ogni coinvolgimento nella vicenda, sostenendo che non ci fu alcuna pressione da parte della Cia e che l’uomo sarebbe rimasto negli Usa per sua volontà. Nel 2011, tra l’altro, lo scienziato nucleare – ora impiccato per spionaggio – è stato arrestato e poi processato per tradimento.