Si prevede un autunno decisamente caldo per la scuola italiana. Dopo lo sciopero nazionale del 9 ottobre, quando a protestare sono stati gli studenti di tutta Italia che pretendevano maggiore ascolto e partecipazione nelle scelte che riguardano il loro futuro – che nei programmi di chi lo ha promosso non si sarebbe dovuto esaurire con le mobilitazioni previste in quelle settimana “Ci impegneremo a promuovere pratiche ordini del giorno negli organi collegiali e mobilitazioni scuola per scuola, per disinnescare la deriva autoritaria e aziendalista che rischia di prendere piede negli istituti” -, sono in programma altre manifestazioni, mobilitazioni e scioperi della scuola per la fine del mese di ottobre e quello di novembre.

Lo scopo di tutte questi scioperi della scuola è ovviamente quello di manifestare il dissenso verso la Legge 107, ovvero verso la cosiddetta riforma della Buona Scuola, e le sue misure nel campo dell’istruzione e dell’insegnamento – non per nulla gli scioperi sono saliti da 16 a 45. La mobilitazione più importante dovrebbe essere quella del prossimo 24 ottobre, visto che sarà organizzata dalle principali sigle sindacali del settore, ovvero FLC CGIL, UIL, Cisl, Snals e FGU Gilda Unams. Durante queste giornate i diversi sindacati hanno previsto anche una serie di iniziative a livello regionale.

Altre date da segnarsi sono quelle del 13 e del 20 novembre. In entrambe le date è stato proclamato uno sciopero generale, a cui hanno aderito in un caso – il tredici – Cobas, Unicobas e Confederazione Unitaria di Base e nell’altro – il venti – l’Unione Sindacale di Base del Pubblico Impiego.