Il Ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, ha commentato quanto accaduto venerdì scorso a Roma, nel corso dello sciopero organizzato dai trasporti pubblici della Capitale. A Il Corriere della Sera, Delrio ha confermato che ci sono accertamenti in corso su alcuni fatti avvenuti in quel giorno: a quanto pare la metropolitana si sarebbe fermata prima dell’orario di inizio previsto per lo sciopero e i treni avrebbero lasciato i passeggeri a metà corsa, senza terminare quella in atto.

Una situazione che preoccupa Delrio, soprattutto in vista di due grandi eventi che coinvolgeranno il nostro Paese: Expo e Giubileo. Il Ministro si augura che non ci saranno scioperi nel corso di questi avvenimenti: “Non possiamo lasciare a piedi i visitatori che vengono nelle nostre città e non possiamo lasciare a terra chi ogni mattina prende il bus o la metro per andare in ufficio“. E nonostante si voglia preservare il diritto ad organizzare scioperi, Delrio chiede di non organizzare agitazioni nel corso delle prossime settimane. Proprio per questo a breve incontrerà i sindacati, che hanno richiesto di parlare con lui.

Delrio ha anche accennato al disegno di legge che dovrebbe cambiare le regole sugli scioperi e che dovrebbe essere presentato sempre nelle prossime settimane. Il Ministro rivela che al momento la proposta è in fase di discussione con l’Autorità di regolamentazione dei trasporti e sebbene siano necessarie regole più stringenti sugli scioperi, non è ancora certo se queste saranno introdotte con un intervento legislativo o con un intervento di altro tipo.

Il Ministro ha poi confermato i primi dettagli sulla riforma che si sta preparando. Delrio ha confermato che si sta studiando un modo per migliorare il controllo dei biglietti a bordo dei trasporti pubblici: fra le proposte vi sarebbe anche quella di poter affidare questo tipo di controllo a vigilantes privati: “Perché sono ancora tanti, troppi, quelli che il biglietto non lo pagano. Quando va bene, in Italia, l’incasso dei biglietti copre il 30% dei costi aziendali. La media europea è il doppio“.