Aggiornamento: Nella mattinata del 12 dicembre alcuni manifestanti del movimento dei Forconi hanno bloccato la frontiera con la Francia a Ventimiglia. Hanno bloccato l’accesso mettendo di traverso alcune auto lungo la statale Aurelia, nella zona della rotonda nella frazione Latte.

Notizia: Il ministro dell’Interno Angelino Alfano dice che si farà di tutto per contrastare i delinquenti; invece il presidente del Consiglio Enrico Letta definisce i forconi una minoranza. Parlando in serata al Senato durante la seduta dell’11 dicembre sulla fiducia, il premier ha dichiarato: “Il malessere sociale esiste, ma non scambiamo le proteste di queste ore degli autotrasportatori per una cosa che è un’altra. Dire che ciò che sta accadendo rappresenta il Paese, non è vero. Lisciare il pelo all’idea che chi rappresenta una piccola minoranza di una categoria economica possa parlare a nome di tutti, è uno stravolgimento delle regole della democrazia economica che noi non intendiamo seguire“. Letta si riferiva indirettamente ai partiti di opposizione che hanno più o meno preso le parti dei forconi. Beppe Grillo aveva infiammato le polemiche col suo invito alla polizia a non proteggere più i politici; Silvio Berlusconi ha fatto un dietrofront, rinunciando ad incontrare i rappresentanti degli autotrasportatori mentre inizialmente sembrava propenso a farlo (foto by InfoPhoto). Matteo Salvini, neosegretario della Lega Nord, invece spinge duramente. Secondo lui i Forconi “Dopo il voto di fiducia di oggi dovrebbero entrare in Parlamento“.

I danni sono pesanti e diffusi. La Procura di Torino ha aperto un fascicolo per reati di devastazione e saccheggio. I leader si affrettano a prendere le distanze dai violenti. Sempre nel capoluogo piemontese, in serata il coordinatore nazionale Danilo Calvani ha preso la parola in un comizio dopo alcuni scontri fra estremisti e polizia. “Questi violenti che vengono qui solo per lanciare le pietre come hanno fatto lunedì se ne vadano. Noi non li vogliamo“. Mariano Ferro, altro leader principale, aggiunge: “Intorno al nostro movimento sono stati associati gruppi di teppisti ed eversivi con i quali non c’entriamo nulla. Ci dissociamo a gran voce dalla violenza in atto in altre parti del Paese. Perché i veri Forconi si trovano in Sicilia, dove la protesta in questo momento è pacifica“.

Mentre si prepara una sorta di “marcia su Roma” nei prossimi giorni per proseguire le proteste.