Benzinai sul piano di guerra contro la riorganizzazione del settore. Proprio per questo motivo Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Anisa Confcommercio hanno indotto uno sciopero, che inizierà dalle ore 22 di martedì 3 marzo e si concluderà alle ore 22 di giovedì 5 marzo. Lo stop riguarderà però soltanto il servizio presente sulla rete autostradale.

Sciopero benzinai: garanzie

Come avviene sempre in questi casi, l’Autorità di garanzia per gli scioperi ha ricordato che dovrà comunque essere garantito il servizio minimo. Quest’ultimo si concreta, essenzialmente, in alcuni presupposti che devono essere rispettati: dovrà essere aperto almeno un distributore ogni cento chilometri e quest’ultimo deve essere aperto seguendo i consueti orari (soltanto il servizio di self service può non essere garantito).

Sciopero benzinai: i motivi

Le tre Federazioni che hanno indotto lo sciopero di due giorni, hanno diffuso una nota congiunta per spiegare i motivi della serrata. Le proteste sono rivolte contro il governo, ed in particolare contro i Ministeri dei Trasporti e dello Sviluppo Economico, che a loro dire: “Continuano ostinatamente e senza alcun riguardo dello stato di assoluto degrado e sofferenza del settore, dei consumatori, del bene pubblico soggetto a concessione, dell’interesse collettivo e persino delle leggi vigenti, a difendere unicamente l’ormai indifendibile interesse privato e le ingenti rendite di posizione appannaggio degli ‘amici’ concessionari e degli ‘amici degli amici“.

Sciopero benzinai: recriminazioni

La nota diffusa dalle tre Federazioni prosegue ancora: “Invece di farsi promotori di una decisa iniziativa tesa a razionalizzare la rete distributiva e migliorarne gli standard di servizio offerto all’utenza, consentono (i Ministeri, ndr) ai concessionari di eliminare anche la semplice assistenza attraverso la completa automazione. Se i concessionari fossero ricondotti nell’alveo delle regole e della semplice ragionevolezza, esaurendo le loro pretese con i pedaggi che invariabilmente aumentano al 1 gennaio di ogni anno, e quindi fosse azzerato il peso delle royalty sui carburanti e razionalizzata la rete, il prezzo di benzina e gasolio venduti in autostrada potrebbe scenderebbe immediatamente tra i 16 ed i 20 centesimi di euro“.