Lo sciopero dei medici di famiglia , dei pediatri e delle guardie mediche avrebbe dovuto comportare l’interruzione del servizio dalle 8 alle 20 di oggi, con garanzia delle prestazioni indispensabili.

L’agitazione è però stata revocata in seguito a un incontro svoltosi tra i rappresentanti sindacali di categoria e il ministero della Salute, conclusosi nella tarda serata di ieri.

Scopo dello sciopero dei medici era la messa in evidenza della protesta causata del mancato rinnovo della convenzione di categoria con il Sistema Sanitario Nazionale, che invece è stato approvato dopo una lunga discussione.

Tra le altre ragioni dello sciopero anche l’ipotesi dell’istituzione di Aggregazioni funzionali territoriali, ovvero ambulatori di grandi dimensioni dove i pazienti sarebbero stati assistiti a turno (e dunque casualmente) da specialisti, abolendo così di fatto la figura del medico di famiglia.

A dare l’annuncio della revoca il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che in un tweet si è detta soddisfatta di come è stata risolta la crisi: “Sciopero dei medici di domani revocato. Prendiamo impegni e li rispettiamo. Grazie a tutti per il buonsenso. I pazienti prima di tutto.

Giacomo Milillo, segretario della Fderazione italiana medici di medicina generale, ha riassunto le condizioni strappate al governo che hanno fatto in modo che lo sciopero venisse annullato: “Ci sono state date assicurazioni sul rispetto dell’autonomia professionale del medico di famiglia e dei livelli retributivi. E soprattutto c’è l’impegno del governo a vigilare che vada avanti la trattativa per il rinnovo della convenzione”.

Aperto anche un tavolo di confronto con le autorità, che si incaricherà di discutere dei miglioramenti del servizio. Oggi dunque ambulatori e studi saranno aperti, diversamente da quanto annunciato, ma è lo stesso Milillo a paventare qualche possibile disagio dato dalla difficoltà di raggiungere tutti i medici coinvolti nello sciopero, forse non a conoscenza della revoca dello stesso.

Rinnovata quindi la fiducia tra medici e governo, come ha dichiarato il leader sindacale, data da un “impegno forte a difesa della professionalità e del ruolo dei medici di famiglia” assunto dal Ministero della Salute.