Il gran premio di Formula 1 rischiava di fare la stessa fine del campionato di calcio italiano con i piloti costretti a incrociare le braccia per problemi burocratici.

Nell’occhio del ciclone c’è sempre l’appuntamento di ottobre in India.

A Monza si è parlato soprattutto dei ritardi burocratici che finora mettono in pericolo la partecipazione di molti paddock alla gara nel Subcontinente.

I visti per piloti e team tecnici, infatti, tardano ad arrivare.

L’allarme arriva da un quotidiano indiano mentre si scatenano le polemiche anche su possibili dazi doganali che i costruttori e le squadre dovrebbero pagare per partecipare alla gara.

Al sentire questo ennesimo inghippo i piloti hanno minacciato lo sciopero, ma questa volta la soluzione è arrivata.

Mentre uno dei leader della McLaren Whitmarsh organizzava una specie di boicottaggio dell’appuntamento indiano, gli organizzatori hanno detto che non ci saranno tasse da pagare.

O meglio, se ci saranno tasse o dazi doganali per le squadre, gli organizzatori se ne faranno carico.

Così l’ipotesi dello sciopero è rientrata e i piloti hanno ripreso a concentrarsi sui prossimi appuntamenti in calendario.

Prima di andare in India, infatti, le squadre dovranno confrontarsi ancora a Singapore, in Giappone e in Corea.