Aspettando la ‘marcia su Roma’ (CLICCA QUI PER TUTTE LE INFORMAZIONI) la protesta che attraversa l’Italia diventa sempre più eterogenea. L’ondata di rabbia ha caratterizzato sabato 14 dicembre soprattutto le piazze di Torino e Venezia (QUI LE CITTA’ PIU’ A RISCHIO NEI GIORNI SCORSI).

Nel capoluogo piemontese hanno manifestato gli studenti contro la Legge di Stabilità e per il diritto allo studio con qualche scontro con le forze dell’ordine: il bilancio è di due feriti e diversi contusi, da entrambe le parti anche se Ezio Locatelli, esponente di Rifondazione comunista, denuncia: C’è stata una reazione spropositata delle forze di polizia e ha coinvolto anche giovani che non avevano nulla a che vedere con le manifestazioni. La polizia ha fermato quattro persone, tra le quali due minorenni, e sequestrato cassette piene di vernice e buste di plastica gialla triturata.

A Venezia erano in programma due manifestazioni contrapposte: quella dei centri sociali e quella di Forza Nuova per contestare «le aggressioni alla famiglia» (della consigliera comunale Camilla Seibezzi). Le due fazioni sono venute in contatto ed è stato scontro: la polizia ha caricato e sparato lacrimogeni rispondendo al lancio di bombe carta e sassi da parte dei giovani dei centri sociali. Il bilancio è di una decina di agenti feriti a cui si aggiungono sette giovani dei centri sociali. Anche qui l’azione delle forze dell’ordine fa discutere: Tommaso Cacciari, portavoce dei Disobbedienti veneziani, sostiene che “la polizia ha sparato una pioggia di lacrimogeni ad altezza d’uomo: alcuni di noi, per questo, hanno ustioni allo stomaco e alla pancia”.

Nel resto del Veneto sono continuati i presidi dei Forconi che hanno caratterizzato anche altre regioni. Gli stessi Forconi suscitano reazioni contrastanti e i sindacati non si fanno abbindolare: “Ci sono piazze piene di lavoratori che dicono cosa vogliono e altre dove si protesta in cui non si capisce che cosa vogliano” spiega il numero uno della Cgil Susanna Camusso. Sulla stessa linea Raffaele Bonanni, leader Cisl, non fa sconti: “I forconi rappresentano obiettivi e interessi particolari”. Ma il movimento 9 dicembre è compatto e proseguirà “ad oltranza” come ha annunciato uno dei leader, Mariano Ferro: “Niente manifestazioni o marce su Roma per non dare pretesti ai violenti ma vogliamo le dimissioni del governo”. Nella Capitale, sabato è stato arrestato Simone Di Stefano: vice presidente di Casapound, organizzazione di estrema destra che sostiene i Forconi, è finito in manette durante un blitz nella sede dell’Ue in cui tentava di rimuovere la bandiera europea per metterci quella italiana.

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BACIO A POLIZIOTTO: NO TAV DENUNCIATA PER VIOLENZA SESSUALE