I Forconi sono concorrenti del Movimento 5 stelle? Di certo hanno in comune l’attitudine a distruggere. E quindi Beppe Grillo, il cui tempismo politico è indubbiamente di alto livello, sfrutta la situazione. Nel pieno del caos provocato in tutta Italia dai Forconi il 10 dicembre, il leader dei pentastellati (foto by InfoPhoto) ne approfitta per gettare benzina sul fuoco. Scrive una lettera aperta a Carabinieri, Polizia ed Esercito in cui invita agenti e militari a fare qualcosa d’inconcepibile: Vi chiedo di non proteggere più questa classe politica. Gli italiani sono dalla vostra parte, unitevi a loro”. E ancora: “Mi rivolgo a voi che avete la responsabilità della sicurezza del Paese. Il momento storico che stiamo vivendo è molto pericoloso. La protesta di ieri può essere l’inizio di un incendio o l’annuncio di future rivolte forse incontrollabili“.

Ma i destinatari non abboccano. Il Siulp, sindacato autonomo di Polizia, è molto chiaro, come confermano le parole del suo segretario, Felice Romano, a Radio 24: “I poliziotti hanno giurato fedeltà alla Repubblica, alle istituzioni e al popolo italiano. Gli uomini che occupano le istituzioni sono stati scelti dal popolo italiano. Quando noi difendiamo le istituzioni difendiamo il popolo. Noi siamo qui a fare questo e lo faremo sempre, anche se diremo la nostra sulle cose che non vanno“.

Ovvie le reazioni del mondo politico. Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano: “Gli uomini in divisa sono un presidio di legalità, che significa anche garantire le istituzioni. Che non si toccano“. Danilo Leva, responsabile giustizia del Pd: “Grillo invoca un colpo di Stato con parole incendiare ed eversive. Gioca solo allo sfascio: incitare alla rivolta è inaccettabile“. Matteo Renzi, segretario Pd: “Demagogico e strumentale“.