Niente Rosea in edicola e sito fermo per due giorni. La redazione della Gazzetta dello sport è in sciopero il 7 e l’8 novembre. Motivo: la decisione della Rcs di vendere l’immobile milanese di via Solferino, storica sede di Gazzetta e Corriere della sera. Il comunicato del comitato di redazione del quotidiano sportivo imputa alla proprietà l’intenzione di smantellare l’azienda editoriale: “Ci voleva il ritorno della Fiat come azionista di maggioranza del gruppo Rcs per assistere allo scempio della “svendita” del palazzo storico di via Solferino e di quello di via San Marco a Milano, deliberata mercoledì (6 novembre, ndr) dal consiglio di amministrazione e comunicata in tardissima ora sperando non facesse troppo rumore“.

Il comunicato del Cdr prosegue duramente: “Un’operazione da 120 milioni di euro, a fronte di una ristrutturazione recente costata 80 milioni e un affitto da versare agli acquirenti che rende alla fine la plusvalenza quasi nulla. Soci e manager continuano così nell’opera di disfacimento di un’importante azienda editoriale dismettendo anche l’ultimo bene immobile in suo possesso, garanzia quantomeno delle liquidazioni dei lavoratori“.

Ci sono centinaia di posti di lavoro a rischio, come sottolinea il Cdr: “Con una mano gli azionisti – dopo decenni di dividendi incassati – deliberano l’aumento di capitale (reso necessario solo dai loro pasticci) mentre con l’altra si rimettono in tasca qualcosa. Intanto abbattono senza sosta i costi che non dovrebbero toccare, iniziando dai posti di lavoro (370 persone in cassa integrazione, anticamera del licenziamento, nel settore Periodici e robusti esuberi tra i Quotidiani) per arrivare alle pagine di giornale. Ricette trite, perdenti e di brevissimo respiro“.

photo credit: Luca De Vito via photopin cc