Lo sciopero dei medici in programma per i prossimi 17 e 18 marzo è stato posticipato di due mesi. I camici bianchi avrebbero messo in atto uno stop di quarantotto ore in occasione dello sciopero generale che interesserà proprio quei giorni e che riguarderà diverse categorie di lavoratori pubblici e privati. E invece è di oggi la notizia che lo sciopero dei medici sarà rinviato di sessanta giorni, decisione presa in seguito all’incontro che i sindacati hanno svolto a Palazzo Chigi, alla presenza della Ministra della Salute Beatrice Lorenzin e alla Ministra della Pubblica Amministrazione Marianna Madia.

L’incontro tra sindacati e politica si è reso necessario per cercare di intavolare una trattativa che avesse potuto fermare le agitazioni dei sanitari. E almeno per il momento i sindacati hanno deciso di concedere ulteriore spazio alla politica, spostando lo sciopero di due mesi. Il Governo avrebbe promesso di affrontare tutti i temi che i sindacati hanno presentato, fra cui i nodi da sciogliere in materia di riforma della formazione medica, stabilizzazione dei precari, sblocco del turnover, assunzioni e limiti ai contratti atipici. Anche le Regioni dovranno fare la loro parte, perché stando a quanto riferito dai sindacati del settore medico non avrebbero ancora comunicato al Ministero della Salute i fabbisogni di ciascuna.

Giacomo Milillo, Segretario nazionale della Fimmg (sindacato dei medici di famiglia), si augura adesso che il Governo tenga fede agli impegni e che lavori efficacemente per garantire la sostenibilità economica del sistema sanitario pubblico italiano, formalizzando su carta la propria disponibilità a mettere a disposizione quattro miliardi in più di risorse (quelle che poi avrebbe annunciato la Ministra Beatrice Lorenzin). I due mesi di tempo presi dal sindacato serviranno proprio per capire se il governo ha tenuto fede ai propri impegni ed è su questo che i sindacati si sono detti pronti a vigilare.