È stato confermato lo sciopero della scuola programmato per il prossimo venerdì 13 novembre. Si tratterà di uno sciopero generale, che si svolgerà quindi su tutto il territorio nazionale e che vedrà il mondo della scuola scendere in piazza, ancora una volta, contro i contenuti della riforma voluta dal governo Renzi e che lo stesso Premier ha indicato come “La Buona Scuola”.

Lo sciopero della scuola sarà piuttosto importante perché a proclamarlo sono state diverse sigle sindacali coinvolte: Cobas, Unicobas, Anief, Cub Scuola Università e Ricerca, Usi Surf, Sisa. Ultima, ma non ultima, è arrivata anche l’adesione dell’Associazione Nazionale Docenti per i Diritti dei Lavoratori, che ha approvato la protesta di venerdì 13 novembre.

Quello che sta per arrivare potrebbe dunque essere un altro sciopero della scuola piuttosto massiccio, come quello avvenuto lo scorso maggio, quando ad aderire fu circa l’ottanta per cento dell’intera classe di docenti del mondo scolastico. Si protesterà non soltanto contro la riforma voluta dal governo e ribattezzata La Buona Scuola (che sul web è poi diventata La Cattiva Scuola per chi è contro di essa) ma anche contro una parte delle riforme previste all’interno della Legge di Stabilità 2016.

Per quanto riguarda gli alunni, nonostante la presenza in aula degli insegnanti non sia assicurata, l’obbligo di frequenza resta invariato e qualora ci si assenti dalle lezioni, il giorno successivo dovrà essere presentata la giustificazione. Il diritto di sciopero è infatti garantito soltanto per i lavoratori (in questo caso gli insegnanti).