Lo sciopero selvaggio dei tassisti milanesi sta creando non pochi problemi a Milano dove i rappresentanti dei conducenti delle auto bianche protestano contro il servizio concorrente introdotto dall’applicazione per smartphone Uber, sistema di noleggio auto con autista che sta ottenendo sempre più consensi tra i cittadini, ma anche tra i turisti.

La richiesta è drastica: mettere  al bando il nuovo servizio: Noi abbiamo una licenza, abbiamo fatto un mutuo per dieci o quindici anni, poi arrivano loro che ci vogliono fregare il nostro lavoro dove noi paghiamo le tasse e loro nulla. E’ una cosa illegale, non può rimanere” affermano i tassisti che nella giornata di ieri 19 maggio si sono radunati nel parcheggio della Stazione Centrale in presidio permanente.

Benedetta Arese Lucini, uno dei general manager di Uber commenta così gli attacchi: “Uber è una rivoluzione: il mercato della mobilità ormai si è evoluto e tutti se ne devono fare una ragione (scoprite qui come funziona Uber)”. E ancora continua in una intervista su Repubblica: “Mi insultano sui social network, ma mi preoccupano di più le minacce che da mesi subiscono i nostri autisti, soprattutto di notte. Circolano delle liste con le targhe delle macchine che lavorano con noi. Qualcuno usa la nostra stessa app per individuarli. Non siamo noi il problema, è il mercato che è cambiato. Ormai ci sono tante app per il car sharing, il car pooling, per chiamare i taxi e gli Ncc. A Londra abbiamo contato 20 servizi del genere, che avvicinano il cittadino alla mobilita’ alternativa a vantaggio del traffico e dell’ambiente” (scoprite qui la Google Car).

Quindi il colpo di tacco: “L’amministrazione comunale, aggiunge, dovrebbe ”fare l’interesse di tutta la cittadinanza. Non dovrebbe porsi al servizio di una lobby, per quanto prepotente e agguerrita”.