Quella di domani potrebbe non essere una giornata di passione per i viaggiatori romani, come era stato previsto in precedenza, anche se potrebbero verificarsi alcuni disagi. Allo sciopero dei trasporti di Roma del 2 ottobre parteciperanno infatti solo i lavoratori del sindacato di base Usb di Atac.

Le altre firme sindacali romane (ovvero Cisl, Uil, Cgil, Cisal e Sul) si sono conformate alle richieste della Prefettura e dell’Assessorato ai Trasporti e hanno scelto di rinviare la manifestazione di protesta. Le fasce di garanzia dello sciopero di 24 ore di Usb includono i soliti orari: dall’inizio del servizio alle 8.30 e poi dalle 17 alle 20.

A scongiurare temporaneamente le rivendicazioni dei sindacati di Atac è stata una riunione svoltasi ieri pomeriggio tra i vertici comunali e le organizzazioni dei lavoratori: l’Assessore alla Mobilità Stefano Esposito ha affermato di voler risolvere quanto prima possibile i problemi portati alla sua attenzione, e nello specifico il mancato pagamento di contributi e stipendi arretrati.

In una nota stampa Esposito ha ringraziato per la ragionevolezza degli interlocutori, non senza una frecciatina verso Usb: “I sindacati, tranne Usb, hanno firmato il verbale per il differimento. È un atteggiamento di responsabilità da parte delle sigle sindacali. Sto lavorando pancia a terra al 150% e ringrazio il prefetto Gabrielli“.

A impensierire i cittadini romani in merito rispetto a un possibile rallentamento del traffico sono i due diversi cortei convocati per la giornata di domani, uno previsto al mattino e l’altro nelle ore pomeridiane.

Il primo è stato indetto dagli Studenti Autorganizzati Romani e prenderà il via dalla stazione Ostiense intorno alle 9.30 per poi dirigersi verso il centro storico (per quanto non sia ancora stato stabilito il percorso esatto): oggetto della protesta è la riforma della Buona scuola voluta da Matteo Renzi.

Verso le 17 inizierà prenderà il via dal Colosseo la seconda manifestazione, che ha carattere “misto”: a prendervi parte sono infatti diverse entità, tra cui comitati di cittadini delle zone periferiche, la cosiddetta Carovana delle periferie, Rifondazione Comunista, associazioni per il diritto alla casa. Obiettivo finale del corte è sfilare sotto la sede della Prefettura e non più il Campidoglio come inizialmente anticipato.