Sarà un 2013 da ricordare sotto il profilo dei disagi legati ai trasporti pubblici e ferroviari. Aprile e maggio, in particolare, sono costellati da scioperi e astensioni.

Dalle 22.00 di ieri (domenica 21) alle 18.00 di oggi 22 aprile, infatti, la segreteria regionale dell’Orsa ha proclamato uno sciopero del personale dell’Impianto Manutenzione di Milano della Divisione Passeggeri N/I di Trenitalia. Durante lo sciopero si potranno verificare modifiche alla circolazione dei treni. I maggiori problemi per i pendolari si presenteranno senz’altro lunedì mattina, anche se i treni Trenord circoleranno  regolarmente.

Ulteriore stop di 24 ore, dalle 21 di oggi, per 24 ore (fino alle 21 di martedì 23), delle attività ferroviarie di pulizie vetture e prestazioni connesse. A proclamare unitariamente lo sciopero degli appalti ferroviari sono Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Traporti e Salpas Orsa.

‘A distanza di ben nove mesi dalla firma del Contratto della Mobilita’/Area Attivita’ Ferroviarie molte Aziende e Associazioni Datoriali come Confcooperative e Legacoop – sottolineano le organizzazioni sindacali – non hanno ancora deciso di aderivi, negando a migliaia di lavoratori la possibilità di beneficiare del rinnovo contrattuale”.

Da parte sua, invece, Fise-Uniferr, la principale associazione datoriale del settore, ha comunicato – spiegano Filt, Fit, Uilt, Uglt e Salpas - la propria decisione di aderire al CCNL che accogliamo favorevolmente, evitando però di specificare contestualmente le modalità di corresponsione della relativa parte economica pregressa all’adesione”.

Secondo le organizzazioni sindacali inoltre ‘‘a tutt’oggi permangono nel settore numerose criticità non ancora risolte: in particolare la grave situazione occupazionale, con il ricorso costante agli ammortizzatori sociali; il progressivo ridursi delle attività, dei servizi e conseguentemente dei posti di lavoro; la mancata o non corretta applicazione di istituti contrattuali da parte di diverse imprese, oltre alle mancate, ritardate o parziali erogazioni degli stipendi. Un atteggiamento inaccettabile – concludono i sindacati - in quanto dimostra il totale disinteresse per il profondo disagio presente nella categoria”.