Umberto Bossi avrà anche detto che non lascerà la Lega Nord, ma è indubbio che all’interno del Carroccio le fazioni siano ormai sull’orlo della guerra civile. Questa mattina il consiglio nazionale veneto del partito, riunito a Noventa Padovana, ha espulso 35 militanti; si tratta dei sostenitori di Bossi che la scorsa settimana avevano contestato rumorosamente Maroni durante la “convention” di Pontida.

E anche oggi le scaramucce non sono mancate, non solo verbali. Gli espulsi e altri dissidenti hanno fatto irruzione nella sede, e presto si è scatenata una vera e propria rissa. Flavio Tosi, sindaco di Verona e segretario del partito in Veneto, è stato contestato in modo durissimo e per uscire è stato accompagnato dai carabinieri.

Roberto Maroni non indietreggia di fronte a queste accese reazioni. Da Rovigo ha commentato: “Abbiamo vinto in Lombardia, e viceremo anche in Friuli, perchè siamo riusciti a fare pulizia, e continueremo a farla. Se qualcuno ha sbagliato pagherà le conseguenze”. La frase si riferisce all’inchiesta della procura di Trieste sui rimborsi dei consiglieri regionali friulani. “La Lega ha un progetto definito dal congresso di luglio, ribadito a Pontida dove c’era un sacco di gente, ventimila persone e venti “pistola”. Non hanno nessuna rilevanza dentro la Lega”. Maroni ha aggiunto: “Se c’è qualcuno che protesta perché ha perso il posto in Parlamento, a questi dico che non c’è nessun diritto naturale a essere parlamentare per sempre”.

Il presidente della Lombardia (foto by InfoPhoto) getta invece acqua sul fuoco riguardo al vociferato addio di Bossi: “E’ una notizia falsa smentita dal diretto interessato. E’ una cosa che non c’è nella realtà. Immagino che qualcuno l’abbia inventata da Roma”.