Un velivolo della flotta AirAsia Indonesia, partito da Surabaya e diretto a Singapore, ha perso contatto con il controllo del traffico e risulta tutt’ora disperso. È quanto conferma l’operatore low cost asiatico così come le autorità aeroportuali locali. 162 i passeggeri a bordo, già partite le operazioni di ricerca.

L’aereo, un Airbus A320-200, è decollato alle 23.35 del fuso italiano, per un atterraggio previsto all’1.35 in quel di Singapore. Circa 50 minuti dopo il decollo, tuttavia, il volo QZ8501 ha fatto perdere le sue tracce e risulta attualmente disperso. Gli ultimi contatti si sono registrati durante il sorvolo del mare di Giava, a poca distanza dalle famose isole e Kalimantan.

Come già accennato, l’aviazione militare sta già perlustrando l’area in ricerca del velivolo e, al momento, rimangono aperte tutte le ipotesi. Si tratta di una corsa contro il tempo, così come confermano dall’Indonesia, poiché più trascorrono le ore più si riducono le probabilità di un esito positivo alle operazioni. Secondo le prime ricostruzioni, poco prima di scomparire i piloti avrebbero richiesto l’autorizzazione per salire di quota, così da evitare un banco di nubi cariche di tempesta. L’ultimo contatto è stato rilevato a 32.000 piedi, circa 9.800 metri, quindi all’interno dell’altitudine standard di viaggio.

Stando a quanto dichiarato dalla compagnia aerea, pronta ad aprire un call center per informare prontamente le famiglie, a bordo vi sono 162 persone compreso l’equipaggio, tra cui 145 adulti, 16 bambini e un neonato. La gran parte dei passeggeri è di nazionalità indonesiana, a cui si aggiungono tre sudcoreani, un francese, un malese e un cittadino di Singapore.

Il caso si aggiunge alla drammatica lista degli incidenti aerei che hanno caratterizzato questo 2014, sempre di operatori asiatici. Il primo è ovviamente il volo MH370, diretto da Kuala Lumpur a Pechino e scomparso lo scorso 8 marzo con i suoi 239 passeggeri. Il secondo è invece il MH17, colpito nei cieli dell’Ucraina con la conseguente morte di 298 persone.

Fonte: BBC

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