Ennesimi scontri durante la notte nella zona del Sinai dove due egiziani sono morti e altri sei sono rimasti feriti durante un attacco sferrato da alcuni militanti islamisti ad un checkpoint delle forze di sicurezza.

La tensione non diminuisce nonostante il presidente ad interim dell’Egitto, Adly Mansour, abbia nominato l’economista ed ex-ministro delle Finanze Hazem El Beblawi, premier del governo di transizione e l’ex-capo dell’agenzia Onu per il nucleare, Mohamed El Baradei vice-presidente e responsabile per gli Affari esteri. Sono cominciate, quindi, le consultazioni per la formazione della squadra che porterà la nazione verso nuove elezioni entro la fine dell’anno e El Beblawi ha garantito la presenza dei Fratelli Mussulmani al suo fianco.

I sostenitori della Fratellanza, però, non sembrano essere per niente contenti e continuano ad affluire al Cairo in piazza Rabaa al Adawiya, teatro delle continue manifestazioni finalizzate a invocare la liberazione del deposto presidente Mohammed Morsi e il ripristino della sua legittimità costituzionale. Allo stesso modo altre migliaia di sostenitori del movimento islamico sono scesi in strada ad Al Miniya, nell’Alto Egitto, con lo slogan: «Rivoluzionari! Liberi! Proseguiamo il cammino!».

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