Cresce la tensione in Libia che da venerdì è avvolta nel caos. Tre giorni fa le forze del generale in congedo Khalifa Haftar (CLICCA QUI PER LEGGERE L’ALTRO TENTATIVO DI COLPO DI STATO DELL’EX GENERALE) hanno attaccato violentemente le milizie islamiste a Bengasi causando la morte di 79 morti. Ora tentano il colpo di Stato a Tripoli – secondo il governo libico – e chiedono che il Parlamento, diviso tra islamisti e non islamisti (dopo il disaccordo sulla nomina di un nuovo governo e su nuove elezioni, ndr) ceda i poteri ad un Assemblea Costituente in modo da risidegnare il testo della nuova Carta libica.

Il governo libico ha reso noto il bilancio degli scontri seguiti all’attacco del Parlamento: due morti e 55 feriti mentre circa una ventina tra deputati e funzionari pubblici sarebbero stati presi in ostaggio. L’Esercito nazionale libico (così si è autoproclamato il plotone di Haftar) ha dichiarato che l’obiettivo dell’attacco denominato ‘Dignità della Libia’ sono “gli islamisti che proteggono le milizie estremiste che stanno affliggendo la nazione, e il Parlamento che le protegge”. Dopo la dichiarazione al canale «al-Ahrar» contro la nomina a premier di Ahmed Maiteeq, quattro razzi hanno colpito la sede del canale televisivo.

Vietati i voli su Bengasi dove nel 2011 si era assistito alla rivolta contro Gheddafi e alla sua caduta: ogni volo sulla città cirenaica sarà abbattutto” ha avvertito il governo visto che i seguaci di Haftar hanno usato velivoli per attaccare i miliziani.

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