Da normale corteo di protesta a confronto violento: gli scontri scoppiati durante la manifestazione romana degli operai dell’Ast, l’acciaieria di Terni, hanno scatenato una nuova battaglia della guerra ormai abbastanza lunga tra il fronte sindacati-sinistra e Matteo Renzi-Governo. La manifestazione del 29 ottobre, organizzata dalla Fiom (il sindacato dei metalmeccanici che fa capo alla Cgil) davanti all’ambasciata tedesca per protestare contro i 537 licenziamenti decisi dal gruppo Thyssenkrupp per lo stabilimento umbro, si è conclusa con 8 feriti: 4 dimostranti e 4 poliziotti, nessuno grave.

Il segretario della Fiom Maurizio Landini, che faceva parte del corteo, accusa la Polizia di aver caricato i manifestanti senza motivo e dichiara alla di essere stato colpito dagli agenti egli stesso. Queste le parole pubblicate sul suo profilo Facebook: “Appena siamo partiti in corteo siamo stati caricati senza alcuna motivazione. Anch’io ho preso le botte dai poliziotti. Alcuni dei nostri sono finiti in ospedale, ma non finisce qui“. La questura di Roma ha risposto che la carica è stata decisa perchè i manifestanti hanno forzato il cordone degli agenti con l’obiettivo di dirigersi verso la stazione ferroviaria Termini e occuparla.

Ma lo scontro è subito diventato politico. La sinistra del Partito democratico, ostile a Renzi, non perde l’occasione. Pier Luigi Bersani: “Chi fa gli applausi a Renzi non può accendere una miccia al giorno. Ci sono stati degli errori piuttosto seri. Ad esempio considerare un ferro vecchio il sindacato. Raffreddiamoci la testa, perchè la situazione è piuttosto problematica“. Stefano Fassina e Gianni Cuperlo: “I lavoratori dell’Ast vanno ascoltati, non caricati”. Sel ne approfitta per attaccare il ministro dell’Interno Angelino Alfano, leader del Nuovo centrodestra, invocandone le dimissioni.

E Matteo Renzi? Per il momento ha parlato al telefono con Alfano per chiedere che vengano accertate le responsabilità sugli scontri. E sembra che abbia telefonato anche a Landini, ma quest’ultimo nega.