I ministri sono in clausura, parlano i portavoce. Nell’amena cornice dell’abbazia di Spineto, in cui il Governo si è rinchiuso ieri, il premier Enrico Letta e il vicepresidente e ministro dell’interno Angelino Alfano devono essersele date di santa ragione, in senso figurato. Oggetto dello scontro la partecipazione di Alfano alla manifestazione del Pdl a Brescia, in cui Silvio Berlusconi ha attaccato i magistrati. A Letta e al resto del Partito democratico la cosa non è piaciuta. Il suo portavoce, Gianmarco Trevisi, ha comunicato che “Quanto è successo sabato a Brescia è inaccettabile e non si può più ripetere, perchè le ricadute negative sul governo sono superiori alla capacità di tenuta dell’esecutivo”. D’altra parte Alfano non arretra. Il suo portavoce Danila Subranni ha fatto sapere alla stampa: “il Pdl non abbassa la sua bandiera, non appiattisce le sue politiche e resta accanto al suo leader Berlusconi”.

Muro contro muro. Dal ritiro (foto by InfoPhoto) è nato il compromesso: da qui alle elezioni amministrative del 26 maggio ministri, vice e sottosegretari non parteciperanno a manifestazioni elettorali né a trasmissioni radiotelevisive che non siano incentrate sull’attività di governo. Basterà? Il tweet di questa mattina inviato da Letta potrebbe dare un segnale di ottimismo: “Spineto, ore 8.00, si ricominciano i lavori. Oggi almeno non diluvia”