Nuovo scontro a distanza per Matteo Renzi. Dopo la sfida con il segretario della CGIL, Susanna Camusso, sui temi del lavoro, ora il premier battibecca con il presidente del Senato Pietro Grasso. Per la seconda volta, nel giro di pochi giorni. Il tema è quello del bonus di 80 euro previsto dal decreto Irpef. I tecnici del Servizio Bilancio di Palazzo Madama hanno espresso dubbi sulle coperture ma secondo il capo del governo le valutazioni espresse dai tecnici sono “tecnicamente false”.

Il numero uno del Senato replica piccato: “Gli esperti di Palazzo Madama fanno opera di controllo doveroso ai sensi della Costituzione” e non sono certo animati da alcuno spirito di parte o di vendetta”. Grasso si espone in prima persona a sostegno dell’operato del Senato: “Io sono garante dell’autonomia e dell’indipendenza delle valutazioni fatte dai senatori. Valutazioni che non possono essere considerate in parte valide e in parte carta straccia. Non posso accettare che si metta in discussione la serietà, l’autonomia e l’indipendenza degli uffici del Senato”. La risposta di Renzi, com’era prevedibile, non si è fatta attendere. In serata, intervistato nella trasmissione Virus, il segretario del Pd ribadisce il suo concetto: “Chi dice che non ci sono le coperture deve dire perché altrimenti è semplicemente un tentativo di comunicare cose inesatte. Oggi Padoan mi ha portato a vedere i primi cedolini degli 80 euro. Le coperture dunque ci sono”.

Come se non bastasse, a metà pomeriggio, Renzi aveva pubblicato su Twitter la foto delle prime buste paga con gli 80 euro: “Il presidente Grasso tende a difendere l’istituzione che presiede, lo comprendo, capisco il suo ruolo. Io non sto attaccando il Senato, dico che il Senato va superato, che il bicameralismo perfetto ha combinato danni all’Italia. Io sono per ridurre i posti e i costi dei politici, poi i manager, le strutture pubbliche, i sindacati, tutti devono fare un pò di lavoro di cinghia. Tanti mi dicono giusto, però inizia tu. Io inizio, ho dimezzato le spese di Palazzo Chigi. Se ci sono obiezioni di merito si risponde nel merito”. I rilievi dei tecnici del Senato ci sono ma sono lunghi 164 pagine, trapela dallo staff di Grasso, che si trova costretto a rispondere al premier perché “la misura è stata superata”. Il Quirinale tace ma la preoccupazione del presidente della Repubblica sale.