Attraverso i materiali provenienti dai recenti  scavi condotti a Parma e nel suo circondario, la mostra illustra il processo di formazione della città, dai villaggi di età preromana che documentano i forti legami con il mondo etrusco, fino alla fondazione della colonia romana, definitivamente collocata là dove la città si è poi sviluppata nei secoli.

Le fonti antiche raccontano che Parma, fondata come colonia romana nel 183 a.C., sorgeva su un territorio appartenuto prima agli Etruschi e poi ai Galli.  Sorta su un sito che alla disponibilità d’acqua e terreno abitabile aggiungeva una posizione favorevolissima (lungo antichissime vie commerciali che attraversavano la regione emiliana), Parma è pertanto una città nata più volte. Per questo la mostra “Storie della prima Parma” parla già nel titolo proprio di ‘storie’, alludendo a momenti di sviluppo che nel tempo hanno avuto caratteri diversi, determinando vere e proprie soluzioni di continuità e nuovi ‘inizi’ della sua vicenda storica.

L’esposizione, allestita al  Museo Archeologico Nazionale di Parma  e aperta al pubblico dal 12 gennaio al 2 giugno 2013, è promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna, con il sostegno di Fondazione Cariparma e del Comune di Parma.

Le indagini, fino ad ora inedite, sottolineano l’importanza del ruolo di Parma in epoca preromana: da sempre ‘terra di confine’ posta tra l’Etruria e le culture dell’ Italia settentrionale (Veneti, Liguri, cultura di Golasecca), nonché punto di passaggio obbligato per le comunicazioni con i Celti d’Oltralpe.
I ritrovamenti riguardano tracce di abitato e sepolture che sorgevano intorno al centro urbano attuale testimoniando la continuità di occupazione a partire dal VII secolo a.C. Confermando i profondi legami con il mondo etrusco, i nuovi reperti mostrano al tempo stesso connotazioni che fanno pensare ad una ‘cultura mista’ determinata proprio dalla posizione della città e dal suo contatto con le diverse culture circostanti. La stessa fortunata stagione di scavi ha messo in luce i documenti archeologici della prima occupazione di Parma in epoca romana a seguito della parentesi gallica durata per oltre due secoli e di cui soltanto ora sono state scoperte le prime testimonianze materiali.
È così risultato che tra il V e IV secolo a.C. la città si restrinse fino quasi a sparire, per tornare poi nel III secolo a.C. ad ospitare un insediamento gallico, che prelude alla fondazione della colonia romana del 183 a.C., sul luogo ancora occupato dalla città moderna.
Le ricche testimonianze di questa fase comprendono monete, statuette di metallo e terracotta, vasellame ed altri oggetti a testimonianza sia della vita civile che delle forme di culto, il tutto riunito in una suggestiva esposizione, che permette di entrare nell’atmosfera dell’antica città.
Grazie a un esemplare riscontro tra i dati archeologici e le fonti letterarie, viene così pienamente confermato il resoconto dello storico latino Tito Livio, che ricorda come “a Modena e a Parma furono fondate colonie di cittadini Romani, nel territorio che poco prima era stato dei (Galli) Boi, e prima ancora degli Etruschi”.