La scoperta di tre pianeti simili alla Terra e dunque potenzialmente abitabili dalla razza umana potrebbe essere una nuova risorsa per le prossime generazioni.

L’annuncio, che segue quello di un nuovo pianeta nel sistema solare, è stato fatto da un gruppo di ricercatori che hanno pubblicato uno studio sulla rivista scientifica Nature, nel quale descrivono la scoperta di una stella nana (la Trappist-1) a poca distanza dal nostro sistema solare, circa 40 anni luce, nella costellazione dell’Acquario.

Proprio attorno alla stella sono stati osservare i tre pianeti simili alla Terra, nonché a Venere, sia per dimensioni che temperatura: quello descritto è un sistema che ha ricordato agli astronomi quanto avviene tra Giove e le sue lune.

La Trappist-1 è una stella al limite di tale definizione, sia per la temperatura che le dimensioni, rispettivamente la metà e un decimo rispetto al nostro Sole. Ma a tutti gli effetti si tratta di un “oggetto” molto comune nella Via Lattea, rappresentante una percentuale che va tra il 25 e il 50% rispetto a quanto si trova nella galassia.

Proprio per questo motivo lo studio effettuato presso l’Università di Liège, in Belgio, dal ricercatore Michael Gillon è stata molto rischiosa, in termini di tempo speso che avrebbe potuto rivelarsi inutile. Invece le 62 notti spese a studiare il cielo con il telescopio Trappist hanno portato Gillon e il suo team a compiere questa importante scoperta.

Due dei pianeti scoperti, stando alla loro vicinanza con la stella nana, ricevono circa da quattro a due volte le radiazioni che ci arrivano dal Sole, cosa che suggerisce la loro abitabilità insieme alla temperatura che potrebbe indicare la presenza di acqua sulla superficie, ingrediente chiave per la vita come la conosciamo (oltre alla conseguente atmosfera). Poco si sa invece per quanto riguarda il terzo pianeta, ma dovrebbe avere caratteristiche simili.

Per quanto siano perfettamente studiabili a causa della distanza relativamente breve che ci separa da loro, ciò non vuole dire che si potranno visitare in tempi brevi, in base alle tecnologie attualmente disponibili. Ma la scoperta in sé rappresenta un passo avanti per la ricerca di altri pianeti simili alla Terra, in quanto le caratteristiche determinate in questo modo faranno da linee guide per nuove esplorazioni del cielo da parte degli astronomi.