Cinque pianeti apparentemente simili alla Terra, in orbita attorno a una stella nelle estremità della Via Lattea. È questa una delle più promettenti scoperte dell’astronomia, pubblicata di recente sull’Astrophysical Journal: un sistema planetario così strutturato, sebbene non sembri di primo acchito adatto a ospitare la vita aliena, potrebbe confermarne l’esistenza altrove.

Si tratterebbe di un sistema antico, esistente da circa 11,2 miliardi di anni, date anche le caratteristiche della stella a cui attorno orbitano i pianeti. Kepler-444, questo il nome dell’astro a 117 anni luce dalla Terra, è più piccolo e freddo rispetto al nostro sole, di cui raggiunge soltanto il 75% delle dimensioni. Tra le costellazioni del Cigno e della Lira, Kepler-444 si sarebbe formato in un periodo relativamente giovane dell’Universo – la cui storia potrebbe risalite fino a 13.8 milioni di anni fa – molto prima dell’apparizione della nostra stella.

Tutti i pianeti, dalla struttura apparentemente rocciosa, orbiterebbero a distanza troppo ravvicinata al loro astro, rendendo così improbabile la vita date le elevatissime temperature in superficie. Eppure, un sistema planetario così antico potrebbe confermarne indirettamente la possibilità altrove. La scoperta, infatti, suggerisce come pianeti simili alla Terra possano essere decisamente più ubiquitari di quanto inizialmente ipotizzato. «Ci suggerisce come sistemi planetari antichi siano possibili» – sottolinea Sarbani Basu, astronomo dell’Università di Yale nonché autore della ricerca – «se questi pianeti si trovano nella zona abitabile, è possibile vi sia la vita».

Rilevati dall’analisi dei dati raccolti dal telescopio spaziale Keplero, i pianeti sarebbero tutti di dimensioni comprese tra Mercurio e Venere, quindi decisamente più piccoli rispetto alla Terra. Lo strumento NASA ha negli anni identificato più di 4.000 candidati a replicare le caratteristiche del Pianeta Azzurro e, non ultimo, 1.013 di questi sono stati confermati come pianeti a tutti gli effetti.

«Al tempo della formazione della Terra» – spiega Tiago Campante dell’Università di Birmingham – «i pianeti in questo sistema erano già più vecchi di quanto non lo sia il nostro oggi. Questa scoperta potrebbe ora aiutare a localizzare l’inizio di quella che potremmo chiamare l’era della formazione dei pianeti».

Fonti: Independent, LA Times

Immagine: The Milky Way over the mountains. Long exposure photograph from an astronomical observatory site via Shutterstock