Da decenni si susseguono ricerche accurate per scoprire il vero aspetto fisico di Gesù. Nell’immaginario collettivo, supportato dai dipinti e dagli affreschi presenti nelle Chiese di tutto il mondo, Gesù ha sempre avuto le fattezze di un uomo caucasico con capelli biondi, occhi azzurri, pelle chiara e barba lunga in età adulta.

A pensarci bene, però, nacque e visse in un territorio mediorientale, caratterizzato da particolari somatici ben diversi da quelli che gli sono stati sempre attribuiti, e se pure avesse avuto fattezze tanto insolite ne sarebbe rimasto traccia almeno in uno dei quattro Vangeli canonici. Insomma, si potrebbe pensare che Gesù, in realtà, fosse molto più simile alla gente del posto quindi, non essendo possibile analizzare il suo scheletro, l’esperto britannico in ricostruzioni facciali forensi Richard Neave ha ben pensato di analizzare i resti di alcuni suoi contemporanei. In collaborazione con alcuni archeologi israeliani, lo studioso ha preso in considerazione tre teschi appartenenti a uomini vissuti in quell’epoca nella zona di Gerusalemme e, attraverso la tomografia computerizzata, ne ha rivelato la struttura creando sezioni tridimensionali. Neave in questo modo è, così, giunto ad un modello di volto con tratti somatici specifici a cui sono state aggiunte caratteristiche inerenti alla cultura di quella zona geografica in quel determinato momento storico. Stando ai risultati della ricerca, Gesù avrebbe avuto i capelli corti in quanto San Paolo nella prima lettera ai Corinzi sosteneva che fosse indecoroso per un uomo avere una capigliatura lunga, e sicuramente portava la barba così come dettava la tradizione giudaica. Analizzando gli scheletri si presume inoltre che fosse alto circa un metro e mezzo per un peso di 50 chili, così come era la media del tempo, e che fosse anche abbastanza muscoloso e con la pelle segnata dal sole, avendo lavorato molte ore all’aria aperta in un posto tanto caldo.