È uno spettacolo singolare quello che è possibile ammirare dalle colline più alte di Roma quali il Gianicolo o Monte Mario: coloro che hanno la vista più acuta riusciranno a scorgere in queste ore la scritta Dux (in realtà Dvx) che compare verso la vetta del Monte Giano, nei pressi di Antrodoco, in provincia di Rieti.

Merito della neve caduta in queste giorni, che ha fornito il contrasto sufficiente tra il bianco delle precipitazioni e il verde scuro degli alberi. Come è infatti noto il tributo a Benito Mussolini è stato infatti creato nel 1939 piantando 20mila abeti lungo un’area di circa otto ettari. A garantire il successo del silvestre omaggio gli allievi della Scuola Allievi Guardie Forestali di Cittaducale insieme ai giovani del luogo.

La scritta Dux è stata giudicata patrimonio artistico e naturale unico in Italia e nel mondo, non senza qualche polemica che riemerge sempre intorno al travagliato periodo del Ventennio. Dopo la Seconda Guerra Mondiale ci furono tentativi di cancellarla, ovvero di alterarne la struttura, ma poi il proposito venne abbandonato lasciando gli alberi a se stessi, con conseguente semi-illeggibilità delle lettere.

Nel 1998 sono stati stanziati circa 135mila euro (260 milioni di lire) dalla giunta regionale del Lazio per fornire adeguata manutenzione alla pineta, ma le proteste hanno causato un ritardo di sei anni ai lavori che sono riusciti a ripristinare l’integrità dell’opera di architettura botanica, importante e probabilmente anche pesante retaggio storico.

Nel 1991 si rischiò la “tragedia” quando scoppiò un incendio, per fortuna spento prontamente dalla Protezione Civile. Dal 2004, dunque, la scritta Dux è facilmente contemplabile nelle giornate in cui la foschia si dirada e il cielo è sereno.