Siamo ai nastri di partenza della Fase C del piano straordinario di stabilizzazioni previsto dalla riforma cosiddetta della buona scuola. Con questa fase – a differenza delle precedenti – verrebbero assegnati alle scuole dei docenti che secondo la riforma dovrebbero servire a potenziare l’offerta formativa – permettendo ad esempio di aprire la scuola al pomeriggio – ma anche poter risolvere con le risorse della scuola le supplenze brevi – per questo molti parlano di questi docenti come “tappabuchi“.

Cosa succederà? I prescelti – 55.000 docenti precari – riceveranno una mail con la proposta di assunzione. I destinatari della proposta del Miur saranno 48.000 insegnanti su cattedre comuni e 6.446 sul sostegno. La scelta della tipologia di posto e della località d’immissione in ruolo verrà stabilita da un algoritmo. La risposta dei precari dovrà arrivare sempre per lo stesso mezzo entro dieci giorni, ovvero entro il 20 novembre. Chi rifiuta verrà cancellato da tutte le graduatorie pre-ruolo e dovrà ricominciare da capo facendo supplenze e presentandosi ai prossimi concorsi della scuola.

Quello che vi abbiamo raccontato finora è quello che dovrebbe teoricamente avvenire nella fase C. Alcuni mass media affermano che i nuovi insegnanti di ruolo potrebbero trovarsi davanti ad una nomina che non contiene l’indicazione della sede in cui dovrebbero prendere servizio. In ogni caso, la sede prescelta dovrà per forza di cose essere temporanea, visto che docenti verranno distribuiti sul territorio nazionale in base a delle indicazioni sommarie fornite dalle scuole nelle scorse settimane – oltre al numero degli alunni iscritti. Secondo la legge approvata dal governo Renzi questa fase sarebbe dovuta arrivare dopo la redazione, da parte delle scuole, dei piani triennali di sviluppo – che ovviamente devono ancora essere ultimati.

Oltre a questo c’è da aggiungere, come denuncia il presidente dell’Anief Marcello Pacifico, il rischio “che dei docenti di musica si ritroveranno ad insegnare arte o scienze. O viceversa. Con evidenti danni a neo-assunti, alunni e scuole“.