Continua lo scontro sulla riforma della Buona scuola tra governo e sindacati. Nelle ultime ore l’esecutivo di Matteo Renzi ha aperto alla possibilità di modifiche, ma Cigl, Cisl e Uil non sembrano aver apprezzato quanto proposto e restano sul piede di guerra, al punto che ora sono a rischio anche i prossimi scrutini.

Il dialogo tra governo e sindacati sulla riforma della scuola sta proseguendo, ma finora non in una maniera risolutiva. Non ha prodotto alcuna svolta positiva nel rapporto tra le due parti l’incontro avvenuto ieri tra i sindacati e il governo Renzi, rappresentato da quattro ministri: Boschi, Delrio, Madia e quello dell’Istruzione Stefania Giannini, oltre che dal sottosegretario alla presidenza De Vincenti.

Dopo questo incontro che non ha dato i risultati sperati, i sindacati minacciano di proseguire nella loro attività di protesta nei confronti della cosiddetta “Buona scuola”, mettendo a rischio gli scrutini di fine anno previsti nelle prossime settimane.

Le posizioni di Matteo Renzi d’altra parte erano chiare già fin da prima dell’incontro, visto che aveva dichiarato: “Siamo disposti ad ascoltare i sindacati su tutto”, ma “la scuola funziona se è di tutti” e “non facciamo divisioni politiche sulla pelle della scuola. Non potrà mai esistere la possibilità di bloccare la qualità nella scuola”.

L’incontro con i rappresentanti del governo sulla riforma della scuola non ha accontentato i sindacati. La leader della Cgil Susanna Camusso ha dichiarato che: “non è stata data nessuna risposta alle criticità che abbiamo proposto. Il governo ha detto di aver preso buona nota, anche se siamo ben lontani dal cambiamento profondo dell’impianto”.

Per niente soddisfatto dalle modifiche proposte alla riforma della scuola anche Carmelo Barbagallo della Uil: “È ancora come se avessimo la pistola puntata alla tempia”. Mentre il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan, ha dichiarato che: “Se si fossero fatti prima altri incontri con il governo sicuramente avremmo costruito un percorso più utile per cambiare la scuola”.

Il leader della Flc Mimmo Pantaleo assicura quindi che le proteste andranno avanti: “Si sta concludendo l’anno scolastico in un clima di conflitto. Nei prossimi giorni organizzeremo presidi in occasione dell’inizio del dibattito alla Camera, assemblee e iniziative di lotta nelle scuole. La mobilitazione continua”.