Il mondo dell’istruzione scende in piazza contro la riforma della buona scuola promossa dal governo Renzi. Oggi sono attesi cortei in 7 città: Roma, Milano, Aosta, Bari, Cagliari, Catania e Palermo. Ieri i manifestanti hanno organizzato dei flash mob nelle principali piazze italiane per protestare contro il ddl Buona scuola. Una sorta di prova generale delle proteste previste nell’ambito dello sciopero nazionale indetto per oggi dai sindacati degli insegnanti, del personale scolastico e dalle associazioni studentesche.

Ieri notte anche gli studenti si sono fatti sentire con forza, organizzando un blitz davanti alla sede del MIUR a Roma. L’azione di protesta è stata promossa dall’Unione degli Universitari e dalla Rete degli Studenti medi. I due comitati studenteschi hanno pubblicato una nota congiunta per spiegare le ragioni del loro no alla riforma della buona scuola:

Ribadiamo la nostra totale contrarietà ai metodi che sono stati utilizzati da parte del Governo nella costruzione di questa riforma, gli stessi metodi che vorrebbero propinare con la Buona Università. Solo con noi studenti la Scuola può essere #buonaxdavvero!

Intanto il Governo Renzi inizia a vacillare. Di fronte a una protesta così massiccia, le certezze finora sembrate incrollabili dell’esecutivo lasciano spazio a segnali di apertura al dialogo con i sindacati. Mentre ieri sera studenti e insegnanti si mobilitavano per i flash mob, preparandosi ai cortei di oggi, il Ministro delle Riforme Maria Elena Boschi ha aperto a ulteriori modifiche per venire incontro alle richieste di studenti, personale tecnico-amministrativo e docenti:

Non c’è un “prendere o lasciare”, ha spiegato Maria Elena Boschi. Se ci sono modifiche da fare, le faremo. Non c’è chiusura totale.

Lo sciopero generale di oggi sarà decisivo per le sorti della riforma della scuola. I sindacati annunciano che a scendere in piazza saranno migliaia di insegnanti, studenti e personale scolastico. Poche le scuole che resteranno aperte. Non mancano gli insegnanti che non parteciperanno allo sciopero e che accusano i manifestanti di non aver ben compreso gli obiettivi del ddl Buona scuola.