Nuove assunzioni in vista per la scuola pubblica italiana. Il Ministro dell’Istruzione ha infatti in cantiere un nuovo concorsone da circa 63700 cattedre per il trienno 2016-2018. Sono già state aperte le pratiche ed è stata inviata una richiesta di autorizzazione al Ministro dell’Economia per sbloccare i fondi richiesti dall’operazione.

Sempre nel triennio interessato verranno poi stabilizzati e inseriti i circa 30mila precari della GaE, le graduatorie a esaurimento rimasti esclusi dalle assunzioni di quest’anno.

In attesa del bando ufficiale del maxi concorso il Sole 24 Ore ha già rivelato alcune indiscrezioni riguardo la destinazione delle cattedre interessate (per la maggior parte di istituti superiori, circa 16mila) e le materie d’esame più probabili, ovvero italiano, lingue e matematica.

Il nuovo concorso approvato da Stefania Giannini, ministro dell’Istruzione, sarebbe dunque in linea con gli obiettivi della riforma della buona scuola, in particolar modo con l’introduzione di un numero sufficiente di docenti al fine di garantire l’autonomia degli istituti; il ministro ha poi assicurato che d’ora in avanti verranno rispettate le norme costituzionali secondo le quali i docenti potranno essere nominati solo tramite esami pubblici.

Quasi la metà dei posti verrà dunque destinata agli istituti secondari, come già visto. Per il resto la composizione delle cattedre dovrebbe essere la seguente: 6800 nelle scuole materne, 16mila nelle elementari, 13mila nelle medie e altri 11mila riservate agli insegnanti di sostegno e agli insegnanti aggiuntivi della fase C in attesa di stabilizzazioni.

Vale la pena specificare che il maxi-concorso potrà essere affrontato solo dai docenti abilitati, inclusi quelli che sono già passati per il Tirocinio formativo attivo e i Percorsi abilitanti speciali, con conseguenti auspicabile ingresso di giovani insegnanti nella scuola pubblica.

In discussione la prova di preselezione almeno per i docenti di medie e superiori, in quanto probabilmente non necessarie dal punto di vista numerico. Il Miur sta valutando se introdurre uno scritto informatico e un orale/simulazione di lezione. Per le scuole materne verrà poi richiesta una conoscenza minima della lingua inglese.