La protesta degli insegnanti contro il Ddl sulla buona scuola promosso dal governo Renzi, dopo aver dilagato nelle piazze, invade anche i social network. Gli insegnanti hanno infatti trovato un altro modo per farsi ascoltare, o meglio leggere, da Renzi, che finora è rimasto piuttosto sordo alle critiche mosse alla riforma da studenti e docenti: invadere la bacheca della sua pagina Facebook.

Similmente all’invasione di gattini apparsa sulla bacheca del leader della Lega Nord Matteo Salvini, gli utenti hanno iniziato a commentare i post di Renzi, uscendo dal tema degli aggiornamenti postati dal leader del Partito Democratico per esprimere il loro dissenso sulla riforma della buona scuola.

I professori contrari al Ddl toccano Renzi su un tasto dolente: il consenso politico. Tasto ancora più sensibile, a pochi giorni dalle elezioni regionali. Il messaggio che ritorna in ogni commmento è infatti: non voteremo più PD a causa del Ddl sulla buona scuola. Molti docenti chiedono al Governo di essere ascoltati perché la riforma del sistema scolastico è un tema troppo importante per mostrarsi sordi ai suggerimenti e alle esigenze di docenti e studenti:

Il Ddl sulla scuola, scrive Francesca Carmen, ha moltissimi punti critici che il mondo della scuola sta cercando di comunicare al mondo della politica. Siete pregati di mettervi in ascolto ed entrare nel merito delle questioni. La protesta dei docenti non potete liquidarla con tale superficialità. Non siete rappresentativi di tutto il Paese e non potete convincervi di esserlo. Ascoltate quali problemi solleverá nel reclutamento il sistema che avete proposto. Il PD non riceverà più il voto né degli insegnanti né delle loro famiglie.

Diversi utenti rimproverano a Renzi di non essere stato eletto dal popolo. Altri usano toni più duri, accusando il segretario del PD di una deriva autoritaria.

Anche il personale tecnico-amministrativo protesta, partecipando al bombardamento di messaggi contro il Ddl sulla buona scuola sulla bacheca di Renzi:

Noi personale Ata non voteremo Pd, indignati dal Ddl La buona scuola, tanto non siamo neanche menzionati, commenta Elena.

Non manca chi difende il Presidente del Consiglio:

Caro Matteo, vai avanti, discuti e prova a migliorare la scuola con il tuo impegno e la tua passione da italiano. Dai Matteo, vai avanti e non ti fermare, scrive Michele.

Per gli insegnanti sarà questa la volta buona per farsi ascoltare da Renzi?