Succede alla Philip Morant School and College a Colchester, nell’Essex, dove la decisione “rivoluzionaria” di una preside ha lasciato tutti di stucco, suscitando reazioni infuocate e sopratutto una vera e propria protesta da parte dei genitori. La politica scolastica innovativa, che avrebbe aumentato il tempo a disposizione in classe, senza l’obbligo di correggere i compiti, non è piaciuta affatto ai genitori secondo cui i propri figli “finiranno bocciati” se continueranno a non fare compiti a casa.

L’idea della preside, di fatto, è quella di far studiare gli alunni solo in classe senza assegnare altri esercizi per casa. Insomma, finite le ore di lezione a scuola, gli allievi sono ufficialmente “liberi”: al massimo possono recarsi al museo o dedicarsi altre attività culturali e sempre su base volontaria. Nonostante non ci sia alcuno studio che confermi come le ore di studio extra, ovvero i compiti, possano portare ad una diminuzione delle performance degli studenti, i genitori sono sul piede di guerra.

Tutti contro la preside che vuole eliminare i compiti a casa. “Come si fa a sostituire i compiti con una visita ad una galleria d’arte? Per i miei due figli questo è un optional, non un compito. Pensano di formare una generazione di persone motivate e indipendenti ma potrebbero alla fine soltanto creare un gruppo di bocciati” si chiede uno dei genitori.