Questa scuola non è una spiaggia”. In vista della bella stagione e con i primi caldi, diversi dirigenti scolastici stanno diramando alcune circolari per cercare di limitare canotte, bermuda, infradito e magliette eccessivamente scollate a studenti e studentesse. Per andare a scuola, dunque, toccherà adottare un “dress code” così come si fa nei posti di lavoro.

Su Repubblica si legge la lettera che la professoressa Monica Galloni, dirigente del Liceo Righi di Roma invia ai suoi alunni in vista dell’estate, dove ribadisce il concetto di eleganza a scuola: “dal latino ‘eligerè (scegliere), l’eleganza è la capacità di scegliere tra più alternative possibili. A scuola mostrare le proprie mutande mentre si cammina per i corridoi, non è elegante. Se si dovesse diventare testimonial di qualcuno, magari sì” ha scritto la docente.

A Catania, Alfio Pellisi, del Liceo Classico “Nicola Spedalieri” non vuole limitare la libertà individuale degli studenti e ha scritto: “nella considerazione che i concetti di decoro e sobrietà sono suscettibili di inevitabile varietà interpretativa, lo scrivente, senza voler limitare la libertà individuale, si permette tuttavia di precisare che vanno evitati bermuda, pantaloni corti, canotte ed ogni altro tipo di abbigliamento balneare”. Stessa cosa a Messina e a Genova dove l’invito è rivolto anche a docenti e personale Ata.