La maggior parte delle scuole italiane ha sede in edifici costruiti senza criteri antisismici. Lo afferma il XVII Rapporto Ecosistema Scuola di Legambiente, secondo i cui dati soltanto una scuola su due avrebbe certificati di collaudo e idoneità statica. I numeri stanno lentamente migliorando: nel 2015 gli edifici scolastici costruiti secondo criteri antisismici sarebbero stati di quattro punti percentuali in meno rispetto agli attuali (12,8 per cento).

Altri  numeri ancora? Delle oltre 43mila scuole italiane presenti su tutto il territorio nazionale soltanto il 9,2 per cento ha eseguito interventi in materia antisismica negli ultimi dieci anni (sarebbero 382 gli interventi di adeguamento sismico). Numeri abbastanza piccoli nonostante i finanziamenti che sarebbero stati messi a disposizione perché, come spiega Rossella Muroni, presidente di Legambiente, per molti Comuni i bandi restano inaccessibili e i progetti giudicati più urgenti non partono, sia per quanto riguarda l’adeguamento ai criteri antisismici sia per quanto riguarda la messa in sicurezza e la riqualificazione energetica.

Per far fronte a quella che può essere definita una situazione di emergenza nazionale, Legambiente ha deciso di organizzare un Forum sull’edizia scolastica, affinché sia dato impulso all’avvio di lavori che consentano di far adeguare le scuole italiane a tutte le normative di sicurezza nazionale, soprattutto per quanto riguarda le normative antisismiche. Oltre a far partire subito un piano di emergenza di riqualificazione degli edifici scolastici che si trovano nelle aree 1 e 2 di rischio sismico, Legambiente chiede anche che venga accelerato il completamente dell’anagrafe dell’edilizia scolastica, in modo tale da avere un quadro ben preciso della situazione di tutti gli edifici.

Uno dei problemi principali riguarda soprattutto il fatto che oltre il 65 per cento delle scuole italiane è stato costruito prima che entrasse in vigore la normativa antisismica del 1974 e ben il 90 per cento prima che venisse approvata la legge sull’efficienza energetica. Se a ciò si aggiunge che il 40 per cento degli edifici scolastici si trova in zone ad alto rischio sismico e il 3 per cento in aree a rischio idrogeologico, si comprende bene quando debba essere urgente intervenire e farlo nel migliore dei modi.